04

Apr

Alla fine del concorso, un grazie speciale a tutti i partecipanti!

Ed eccoci arrivati alla fine del concorso Racconta il Tuo Viaggio, dopo un viaggio dei più particolari: quello attraverso i vostri racconti, le vostre foto, le vostre preferenze, le vostre emozioni. Forse chi ha pubblicato un racconto o chi li ha votati non ha avuto il tempo per leggerli tutti, ma noi della Redazione si e, recensendo -o provando a recensire- ognuno dei vostri testi abbiamo viaggiato, un pò nel vostro mondo e un pò nei ricordi.

E’ come leggere una raccolta, un insieme di cose distinte che in quel momento diventa un unicuum, in cui tutto concorre: quindi leggere di un posto quasi sul tetto del mondo dell’Islanda, o vedere una foto dell’acqua cristallina della Sardegna, o un tramonto tra gli ulivi della Puglia, o una mucca in un negozio in India o, ancora, la foto di una strada buia di Milano e leggere, osservare, cercare di capire cosa si può sentire scattando una foto, scrivendo di un viaggio, distinguere il modo di scrivere di ognuno di voi e, allo stesso tempo, andando avanti con i testi e le immagini, essere arricchiti da quello che si è appena visto o letto.

E per questo, per aver dedicato del tempo a condividere con noi le vostre esperienze, i vostri racconti di viaggio, le vostre immagini, vi ringraziamo, e un grazie particolare va anche a chi ha votato e -credo- ha letto o guardato come noi, per poi scegliere.

All’estrazione dei vincitori manca poco e fortunati lo siamo un pò tutti, noi che possiamo partire, vedere, viaggiare, fotografare, condividere, in un mondo che è così tanto grande e che pare diventare sempre più piccolo, un pò per gli aerei un pò per il world wide web, un pò perchè possiamo comunicare in tempo reale da qualsiasi posto, possiamo mandare un sms o una mail o un whatsapp o un tweet o videochiamarci; possiamo salire su un aereo e partire, possiamo andare al mare in inverno e a sciare d’estate, possiamo fare un safari o camminare per le strade dell’India, possiamo fare tutto quello che vogliamo, quando lo vogliamo e come lo vogliamo.

L’unica cosa che davvero manca è il tempo: un pò di più tempo per se la sera quando si torna dall’ufficio, il tempo per viaggiare, per rilassarsi, per fare una passeggiata, per leggere un libro o vedere un bel film, il tempo per andare a correre o quello per dedicarsi agli amici. E sembra che il tempo sia sempre più prezioso, e ce ne sia sempre meno, perchè tutto corre e scorre all’impazzata e il nuovo è già vecchio; quindi il tempo che ci avete dedicato è prezioso, tanto quanto lo è stato leggere di voi, che avete fatto delle vostre esperienze il vostro volto e del vostro volto le vostre esperienze.

Continuate a seguirci, presto saranno pubblicati i nomi dei concorrenti vincitori!

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02

Apr

Il Viaggio di Gheorghe

Gheorghe non solo racconta del suo viaggio a Caiçara do Norte, non lontano da Natal, a nord est del Brasile, ma aggiunge anche una serie di considerazioni che possono far riflettere e, inoltre, avvisa subito il lettore dicendogli che se le sue velleità riguardano divertimento e confusione questo paesino non fa a caso suo.

Caiçara do Norte, infatti, non è nemmeno segnato sulle mappe e si trova in una zona quasi vergine in cui tutto ruota intorno al sole e al mare; la più grande colonia di pescatori del nord del Brasile offre davvero tutto quello che può desiderare chi vuole il sole sul viso, il suono delle onde sul bagnasciuga, l’aria e il profumo di salsedine, la luce che solo in un posto come questo ci può essere. Se poi volete godere di un cocktail sulla spiaggia questo certo non manca, ma niente a che vedere con il caos e il turismo impazzito di città più grandi come Natal.

Avete già voglia di partire? Forse si, non appena Georghe ci dice che solo pensando a questa vacanza gli ritorna il sorriso e si dimentica dello stress della vita di tutti i giorni ma, poi, ci ricorda anche che il volo costa davvero tanto, che forse se il turismo di massa arriverebbe fin qui costerebbe meno ma che allo stesso tempo è auspicabile che non ci arrivi perché di sicuro contaminerebbe un vero paradiso.

Anche voi al ricordo di un posto che avete visitato sorridete e vi torna il buon umore? O c’è magari stata una meta in cui vorreste che nessuno arrivasse mai per non rovinarla ai vostri occhi? Se avete qualcosa da raccontare e condividere, se volete raccontare di un viaggio e farci pensare, riflettere o sognare partecipate al concorso Racconta il tuo Viaggio!

 

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29

Mar

Il Viaggio di TexasGin_82

L’India che TexasGin ci racconta è l’India dei controsensi: in un paese dove le risorse alimentari non sono sufficienti a tutta la popolazione –enorme- e dove le diseguaglianze sociali sono fortissime.

Nell’immagine di TexasGin_82 una mucca sosta in un negozio di tessuti quasi ne stesse scegliendo uno –si, avete letto bene, una mucca in un negozio- e due uomini, uno sulla sinistra in primo piano e l’altro sulla destra in secondo accompagnano lo sguardo dell’osservatore verso il bovino.

Le vacche sono sacre in India e sembra che siano l’animale protetto dalla divinità Krishna sebbene nei testi sacri la loro macerazione sia ammessa e infatti fino a che non ci fu una sostanziale diminuzione di bovini questi vennero macellati e consumati, ma divennero una risorsa fondamentale quando l’India si dedicò all’agricoltura, per tirare l’aratro e per produrre latte e latticini si vietò la loro macellazione.

Il risultato? L’India è piena di mucche che vagano per le città, spesso malnutrite e affamate e che spesso sono causa di ingorghi interminabili perche si “parcheggiano” in mezzo alla strada.

Dal 2004 a New Delhi si è deciso di sloggiare le 36mila mucche che abitavano la città per ridurre i problemi legati alla circolazione e all’igiene ma, di fatto, tantissimi bovini girano indisturbati, e la foto di TexasGin_82 lo testimonia in modo originale e divertente. E immagino che durante il suo viaggio l’autore, curiosando tra i tantissimi negozi di qualche città indiana, si è trovato davanti a questa scena banale all’apparenza (quando si è in India da un po’ e di mucche se n’è già viste tante ci si fa l’abitudine)….ma per noi, beh per noi è un’altra cosa.

E voi, che ne pensate? Avete anche voi uno scatto di un viaggio? Un’immagine che racconti di un altro mondo e che vi faccia sorridere o riflettere? O un racconto che volete condividere con noi? Iscrivetevi e partecipate al concorso Racconta il tuo Viaggio!

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28

Mar

Il Viaggio di Arlarablog

Arlara ci porta in un luogo magico: lì dove la terra finisce, nel punto più a nord della Gran Bretagna dove gli scogli si buttano nel Mare Norvegese e dove non è possibile andare più in là. Arlara però preferisce un paesino oltre John o’ Groats, dove non campeggia il cartello turistico “lands end” (la terra finisce) ma nel quale si pouò percorrere una passeggiata che toglie il fiato sulla scogliera a picco sul mare, da dove si vedono i faraglioni e la fauna che popola questo luogo incredibile.
Viaggio particolare, quello di chi si spinge all’estremo nord della Gran Bretagna per un cartello, ma ancor di più quello di chi gode del panorama unico ed eccezionale che questo luogo offre.

Vi siete spinti anche voi in là un po’ più in là? E se mai lo avete fatto volete raccontarcelo? O magari,leggendo alcuni dei post dei partecipanti al concorso, vi è venuto ion mente un viaggio che avete fatto, anche non recente? Pubblicatelo partecipando al concorso Racconta il tuo Viaggio!

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27

Mar

Il Viaggio di Crigor

Uno scatto dall’interno dell’auto: si vede un lembo di cruscotto, il parabrezza e lì, fuori, la strada che il narratore/viaggiatore sta percorrendo, che passa in mezzo alle abitazioni e che va su, verso la collina o verso la montagna. A destra l’insegna di un hotel, a sinistra a un occhio attento non sfugge un campanile, forse in Trentino Alto Adige o in Austria.
Le nuvole lasciano intravedere fazzoletti di cielo azzurrissimo, l’erba è verdissima e la strada scorre liscia, ad accompagnare chi vi si voglia avventurare.

Ed è questo che fa un viaggiatore, avventurarsi. O tornare. Perchè poi le cose non si presentano mai uguali, ma cambiano continuamente, nello scorrere del tempo e degli eventi.
Cosa ne pensate? Vi capita viaggiando o tornando di vedere le cose dai finestrini della vostra auto e vederle cambiate o vederle diverse o incuriosirvi per la loro aurea o per quello che vi trasmettono? O emozionarvi quando la luce cambia improvvisamente per una nuvola veloce trasportata dal vento? Se volete condividere con noi un’esperienza potete farlo partecipando al concorso Racconta il tuo Viaggio!

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26

Mar

Il Viaggio di Ceriegina

Una Capitale Europea e non una a caso, ma Praga: costellata da musei, amante della musica e dei suoi compositori, una storia difficile e tanto, tanto da raccontare a chi la visita. E il punto è questo, da dove iniziare? Forse dall’impianto originario, o dai ponti sulla Moldava o dalla musica, che ne riempie ogni palazzo ed ogni chiesa ed ogni strada.

E’ da quella musica che la nostra narratrice viene rapita e colpita, dalla sua forza di aggregazione ma anche dalla semplicità con cui i cechi la scelgono, la frequentano, la assorbono, la vivono: così Ceriegina sceglie non solo di raccontarci l’incredibile spettacolo al quale si assiste quando, passeggiando per la città, si vedono persone di tutti i tipi: chi è appena uscito dall’ufficio, chi dalla palestra, qualche passante a caso o qualcuno che per professione è musicista che, con lo strumento alla mano si esercita e suona, suona all’aria aperta, suona ovunque sia, riempie lo spazio di energia, di senso, di emozione.

Allora si può passeggiare e ascoltare ed essere travolti da profumi e dai suoni, oppure entrare in una chiesa a caso, sapendo che si assisterà a un concerto, che ci sarà quasi sicuramente qualcuno che suona o che basta aspettare ascoltando il silenzio per venire interrotti da una melodia.

La narratrice dipinge uno scenario che lascia senza parole: musicisti che suonano e che con la loro musica accompagnano il tramonto sulla Moldava, i colori che si scatenano quasi danzando a quel ritmo.
Poi arriva la sera, e ci si può inoltrare in qualche piccolo localino a sorseggiare un drink ascoltando musica jazz dal vivo.

E voi, avete mai visto uno spettacolo simile? Qualcuno disse che la musica non ha bisogno di traduzione e che dove finiscono le parole essa inizia; quando si viaggia e ci fa accompagnare da una canzone, quando si ascolta un brano e vengono in mente attimi vissuti con quella musica…e voi, avete un viaggio da raccontare? Partecipate al concorso Racconta il tuo Viaggio!

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23

Mar

Il Viaggio di Danif

Danif fa un viaggio in Cambogia, e decide di documentarlo e raccontarlo con immagini accompagnate da una breve didascalia o per incuriosire chi legge o forse per non influenzarlo con le sue opinioni, i suoi punti di vista, la sua percezione.

Foto dei trasporti “bislacchi” , dei bellissimi templi, delle strade affollate, un video per farci sentire il frastuono delle cicale. La scelta è originale, e certo ci fa pensare a come deve essere, un’avventura in Cambogia, tra le tracce della storia e quelle della religione, tra il traffico impazzito e le regole che cambiano, il tempo che da caldissimo è diventato freddo, i cicli del fiume, le coltivazioni di riso, gli spostamenti lunghissimi. La cultura che a volte ci lascia un po’ attoniti, come quella del cibo tra frutti esotici coloratissimi e cavallette e altri insetti non meglio identificati. E infine il ritorno, passando per il caos di Bangkok.

E voi, avete un racconto fatto di foto, di ricordi, di parole, di pensieri? Condividetelo con noi partecipando al concorso Racconta il tuo Viaggio o votate il vostro racconto preferito!

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22

Mar

Il Viaggio di Emme3

Una foto e un aforisma di viaggio: scelta originale quella di Emme3, che fotografa una strada a malapena asfaltata e in lontananza s’intravede un camper che va verso l’orizzonte seminascosto dalle montagne.

E poi c’è Stevenson, che viaggia per viaggiare, va per andare, abbandonando la comodità “fatta di piume” tanto morbide quanto fragili della civiltà per sentire sotto ai piedi “il granito del globo appuntito di selci taglienti”.

Il contrasto tra la morbidezza dell’immobilità e l’asprezza del globo sconosciuto che Emme3 pubblica insieme alla foto di un viaggio è un buon aforisma dell’andare inteso come avventura, come scoperta, come incertezza. Forse perché si sa quel che si lascia ma non quel che si trova, eppure quel globo affilato è molto più solido del comodo letto, è reale, è vivo, ed è mosso da noi, dal nostro sentire e dal nostro camminare, non come una piuma dal vento.

Anche voi avete una frase di un autore preferito che vi rispecchia e che accompagnereste volentieri a una foto o a un racconto di viaggio? Pubblicatela e condividetela con noi, partecipando al concorso Racconta il tuo Viaggio!

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21

Mar

Il Viaggio di Kimagure83

Mare cristallino, sabbia bianchissima, luce del sole, gli scogli che quasi accompagnano l’ingresso nell’acqua: è questa la Sardegna che ci vuole raccontare Kimagure83 con la foto che partecipa al nostro concorso? Forse si, o forse vuole portare il pensiero a caldi giorni estivi, all’aria fresca vicino alla riva, allo scrosciare delle onde sul bagnasciuga, ai tuffi per cercare un po’ di sollievo dal caldo, alla sabbia che sprofonda sotto ai piedi, all’incresparsi delle onde che scandiscono un tempo che non c’è perchè si è in vacanza, o in viaggio.

E se non ci fosse un titolo che rimanda alla Sardegna questo mare bellissimo potrebbe essere ovunque, e potrebbe rappresentare per ognuno di noi qualcosa di diverso, ricordare a ciascuno di noi un viaggio in particolare. Ne avete uno anche voi e volete condividerlo? Partecipate al concorso Racconta il tuo Viaggio!

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20

Mar

Il Viaggio di Giulia

Il Brasile è già di per se una meta da sogno, se poi oltre a come già vi state immaginando le spiaggie, la frutta fresca, il profumo dell’oceano, la musica che invade o il silenzio di una conca poco conosciuta aggiungete al quadretto anche dei bungalow con letti enormi invasi da cuscini bianchi morbidissimi allora il gioco è fatto: meraviglia.

E’ in un posto così che ci porta il racconto di Giulia, in un prato verde disseminato da palme da cocco, dove sono sparsi bungalow privati e –sorpresa- una terrazza di tech con un’enorme vasca da bagno di Bali dove ci si appresta per il bagno delle sei sorseggiando caipirinha alla maracuja : cosa volere di più? Il mare, certo…si dia il caso che c’è anche quello, e la spiaggia è selvatica quindi nessun inferno di ombrelloni, lettini, bar, locali ma solo sabbia e oceano, e sole, tanto sole.

Dal tavolo da pranzo si sente il rumore delle onde sul bagnasciuga, la cena è a base di aragosta e sulla pelle ambrata si ha ancora il profumo dell’olio del bagno caldo.
La nostra narratrice descrive un paradiso e mentre si legge il suo testo voi, a cosa pensate? Vi viene in mente un posto magico, un luogo dove vi siete sentiti coccolati e dove non avevate pensieri se non quello di guardarvi intorno e stupirvi? Raccontatecelo partecipando al concorso Racconta il tuo Viaggio!

 

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